Entriamo in casa, posiamo le chiavi, accendiamo la luce. Il divano è sempre lì, il mobile in soggiorno pure. E sopra, appeso alla parete, quel quadro che fa parte dell’ambiente da così tanto tempo da essere diventato invisibile. Lo vediamo, certo, ma non lo osserviamo più. Non ci chiediamo chi lo abbia dipinto, da dove arrivi, quale storia porti con sé.
È il destino di molti oggetti familiari: diventano parte dello sfondo della nostra vita. Eppure proprio tra quelle cornici, tra quei colori che ormai conosciamo a memoria, potrebbe nascondersi un’opera del Novecento artistico, un periodo oggi sempre più apprezzato da collezionisti e investitori.
È in questo momento che una semplice valutazione gratis può trasformarsi in una scoperta sorprendente: non solo economica, ma anche culturale ed emotiva.
Eredità, regali, acquisti di un’altra epoca: quando il valore si nasconde nella quotidianità
Molti dei quadri presenti nelle nostre case non sono stati scelti da noi. Sono arrivati nel tempo, attraverso:
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eredità familiari
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regali di nozze
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acquisti fatti dai genitori o dai nonni
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vecchie gallerie oggi scomparse
Negli anni ’50, ’60 e ’70 acquistare un dipinto era molto più comune di oggi. Non sempre si trattava di grandi nomi, ma spesso di artisti contemporanei dell’epoca, alcuni dei quali hanno visto crescere la propria quotazione nel tempo.
Il risultato è che oggi, in moltissime case, sono presenti opere del ’900 storico che non sono mai state analizzate da un esperto.
Non perché non abbiano valore, ma semplicemente perché nessuno si è mai posto la domanda giusta.
Il Novecento: un mercato in piena evoluzione
Negli ultimi anni l’arte del XX secolo ha conosciuto una crescita costante.
Le ragioni sono molte:
✔ è più vicina alla sensibilità contemporanea
✔ dialoga perfettamente con gli arredi moderni
✔ ha quotazioni ancora accessibili rispetto ai grandi maestri storici
✔ è molto richiesta dal mercato internazionale
Movimenti come:
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l’arte informale
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l’astrattismo
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il figurativo moderno
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le avanguardie storiche
stanno vivendo una nuova stagione di interesse.
Per questo motivo opere rimaste per anni in ambito domestico possono oggi avere una collocazione nel mercato del collezionismo.
I segnali che possono indicare un dipinto interessante
Non serve essere storici dell’arte per cogliere alcuni indizi che meritano attenzione.
Tra i più comuni:
La firma
Una firma leggibile, una sigla o anche solo una traccia possono essere un punto di partenza.
Il retro dell’opera
Etichette di gallerie, timbri, numerazioni, titoli: il retro racconta spesso più del fronte.
I materiali
Tele particolari, tavole, tecniche miste, collage: il ’900 è il secolo della sperimentazione.
Lo stile
Colori decisi, forme non realistiche, composizioni astratte o materiche sono elementi tipici dell’arte novecentesca.
Anche una cornice originale può essere un indizio importante.
Le scoperte che nascono per caso
Molte delle storie più interessanti legate al ritrovamento di opere del ’900 iniziano in modo casuale.
Un trasloco.
Uno sgombero.
La decisione di cambiare arredamento.
In quel momento il quadro viene tolto dalla parete, fotografato, osservato per la prima volta con attenzione. E da lì nasce la curiosità.
È così che opere considerate semplici elementi decorativi si rivelano lavori di artisti presenti sul mercato.
Non è fortuna: è attenzione.
Perché affidarsi a una valutazione professionale
Cercare informazioni online può essere utile per farsi un’idea, ma il mercato dell’arte è complesso.
Una valutazione professionale permette di:
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identificare l’artista o l’ambito artistico
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collocare l’opera nel periodo corretto
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stimare il valore di mercato
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capire la domanda reale
Senza questo passaggio si rischia di:
❌ sottovalutare l’opera
❌ venderla a un prezzo troppo basso
❌ effettuare interventi che ne riducono il valore
Cosa non fare prima di conoscere il valore reale
Uno degli errori più frequenti è intervenire sul quadro senza averlo fatto analizzare.
Meglio evitare:
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pulizie fai da te
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sostituzione della cornice originale
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restauri non professionali
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vendite immediate a prezzi simbolici
Anche piccoli interventi possono incidere sulla quotazione dell’opera.
La regola è semplice: prima si conosce, poi si decide.
Vendere, conservare o assicurare: tre possibilità diverse
Scoprire che un quadro ha valore non significa necessariamente venderlo.
Le opzioni sono diverse:
Conservare
Sapere cosa si possiede permette di valorizzarlo anche all’interno della casa.
Vendere
Può diventare una risorsa economica importante.
Assicurare
Per opere di un certo valore è possibile attivare una copertura assicurativa.
La differenza la fa sempre l’informazione.
Il valore emotivo e quello di mercato: due dimensioni che convivono
Un quadro del ’900 può essere legato a un ricordo familiare e allo stesso tempo avere un interesse collezionistico.
Le due cose non si escludono.
Anzi, conoscere la storia dell’opera spesso aumenta il legame con essa.
Perché dietro ogni dipinto non c’è solo un artista, ma anche il percorso che lo ha portato fino a casa nostra.
Scoprire oggi ciò che abbiamo sempre avuto
Quel quadro appeso da anni non è solo un complemento d’arredo. È un oggetto che ha attraversato il tempo, le generazioni, i cambiamenti della casa e della vita.
Fermarsi a guardarlo davvero, chiedersi da dove venga e quale sia il suo valore è un gesto semplice, ma potente.
Perché a volte il patrimonio più interessante non si trova fuori, ma dentro le nostre case.
E basta uno sguardo nuovo – e una valutazione fatta da chi conosce il mercato – per trasformare un oggetto familiare in una scoperta capace di cambiare prospettiva.
