Tempi lunghi, costi elevati, esito incerto: sono le ragioni per cui molte persone e imprese guardano con timore alla prospettiva di una causa civile. Eppure, nell’ordinamento italiano esistono strumenti che permettono di risolvere molte controversie senza arrivare a una sentenza, o comunque prima di intraprendere un giudizio lungo e costoso. Parliamo della mediazione civile e commerciale, della negoziazione assistita e dell’arbitrato, le cosiddette ADR (Alternative Dispute Resolution). In questo articolo vediamo come funzionano, anche alla luce dell’esperienza dell’Avvocato Manuel Macrì, legale e mediatore civile e commerciale che nel suo lavoro privilegia proprio questi strumenti.
Perché le ADR sono sempre più importanti
Negli ultimi anni il legislatore ha spinto con decisione verso la risoluzione alternativa delle controversie, in particolare con la riforma Cartabia della giustizia civile. Gli obiettivi sono due: ridurre il carico dei tribunali e offrire ai cittadini strumenti più rapidi ed efficaci.
Per chi è coinvolto in una lite, i vantaggi sono concreti:
- tempi più brevi rispetto a un processo ordinario;
- costi più contenuti;
- riservatezza del procedimento;
- possibilità di trovare soluzioni creative, non limitate a quelle che potrebbe decidere un giudice;
- maggiore probabilità di preservare i rapporti tra le parti, fondamentale in ambito familiare, condominiale o commerciale.
La mediazione civile e commerciale
Come funziona
La mediazione si svolge davanti a un mediatore, un professionista terzo e imparziale iscritto presso un organismo di mediazione accreditato. Il mediatore non decide chi ha ragione: aiuta le parti a dialogare e a trovare un accordo soddisfacente per entrambe. Le parti sono assistite dai propri avvocati.
Quando è obbligatoria
In molte materie la mediazione è una condizione di procedibilità: prima di avviare una causa bisogna tentare la mediazione. Tra queste rientrano, ad esempio:
- condominio;
- diritti reali, divisione e successioni ereditarie;
- patti di famiglia;
- locazione, comodato e affitto di aziende;
- risarcimento del danno da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità;
- contratti assicurativi, bancari e finanziari;
- dopo la riforma, anche contratti di associazione in partecipazione, consorzio, franchising, opera, rete, somministrazione, società di persone e subfornitura.
L’accordo
Se le parti trovano un’intesa, l’accordo sottoscritto dalle parti e dagli avvocati costituisce titolo esecutivo. In caso contrario, si può procedere in giudizio.
La negoziazione assistita
La negoziazione assistita è un accordo con cui le parti si impegnano a cooperare in buona fede per risolvere la controversia con l’assistenza dei rispettivi avvocati, senza un terzo mediatore. È obbligatoria prima di avviare una causa in alcune materie, come il risarcimento dei danni da circolazione di veicoli e le domande di pagamento di somme fino a una determinata soglia non soggette a mediazione. È utilizzabile anche per separazioni e divorzi consensuali.
L’arbitrato
Con l’arbitrato le parti affidano la decisione della controversia a uno o più arbitri privati, anziché al giudice. È frequente nei contratti commerciali, grazie alla clausola compromissoria. Il lodo arbitrale ha effetti simili a una sentenza. È spesso più rapido di un giudizio ordinario e consente di scegliere arbitri con competenze specifiche.
Il ruolo dell’avvocato nelle ADR
Anche fuori dal tribunale, l’avvocato ha un ruolo decisivo:
- valuta la strategia più adatta al caso: mediazione, negoziazione, arbitrato o giudizio;
- prepara la posizione del cliente, individuando punti di forza e margini di trattativa;
- assiste nelle sessioni e nella redazione dell’accordo;
- verifica che l’accordo sia completo, eseguibile e tutelante.
L’Avvocato Manuel Macrì, abilitato come mediatore civile e commerciale presso l’Organismo di Mediazione dell’Ordine degli Avvocati di Genova, conosce questi strumenti da entrambe le prospettive: quella del legale che assiste le parti e quella del terzo che facilita il dialogo. Il suo studio, M2LEX, con sedi a Genova e Milano, dichiara di privilegiare la mediazione, la negoziazione assistita e l’arbitrato come strumenti per definire le controversie “in modo celere ed efficace, con notevole risparmio di tempo, energie e denaro”.
Come prepararsi a una mediazione
- Raccogliere i documenti rilevanti: contratti, corrispondenza, fatture, perizie.
- Definire con il proprio avvocato gli obiettivi e il margine di trattativa.
- Partecipare personalmente: la presenza delle parti è fondamentale per il successo della mediazione.
- Ascoltare l’altra parte: spesso la soluzione emerge da interessi comuni non evidenti.
- Valutare costi e tempi dell’alternativa giudiziale, per decidere con lucidità.
Quando la mediazione non basta
Non tutte le controversie si risolvono con un accordo. In questi casi il tentativo di mediazione resta comunque utile, perché consente di chiarire le posizioni, ridurre il campo della lite e arrivare in giudizio con una strategia più definita.
Quanto costa una mediazione
I costi della mediazione sono generalmente contenuti rispetto a quelli di un giudizio: comprendono le spese di avvio e le indennità dell’organismo, parametrate al valore della controversia, oltre ai compensi degli avvocati. Per le mediazioni obbligatorie sono previste agevolazioni e, per chi ha i requisiti, il patrocinio a spese dello Stato. Inoltre, sono riconosciuti alcuni crediti d’imposta legati alle spese sostenute. Anche sotto il profilo economico, quindi, tentare un accordo è spesso conveniente.
Conclusione
Mediazione, negoziazione assistita e arbitrato non sono semplici passaggi burocratici, ma opportunità concrete per risolvere le liti in modo più rapido, economico e riservato. Affrontarle con un avvocato preparato fa la differenza. Chi desidera approfondire può consultare il sito dell’Avvocato Manuel Macrì, dove sono descritte le aree di attività dello studio e le modalità di consulenza.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza legale sul caso specifico.
