Quanto prenderò di pensione? Come fare una stima realistica nel 2026

La domanda che tutti i lavoratori si pongono, prima o poi, è una sola: “quanto prenderò di pensione?” È una domanda legittima, che condiziona le scelte di vita, dai risparmi alla pianificazione delle spese, dall’acquisto di una casa alla decisione di mettere su famiglia. Purtroppo, la risposta non è scritta da nessuna parte, e il sistema contributivo rende la stima complessa e incerta.

A differenza del passato, quando la pensione era un “salario garantito” calcolato sugli ultimi anni di lavoro, oggi l’assegno dipende dai contributi effettivamente versati durante l’intera carriera e dall’aspettativa di vita al momento del pensionamento. Questo significa che, per molti, la pensione pubblica sarà significativamente più bassa dell’ultimo stipendio percepito.

Fare una stima della propria pensione, per quanto approssimativa, è fondamentale. Sapere a quanto ammonterà la pensione pubblica permette di capire “quanto buco” dovrai colmare con la previdenza complementare e di agire di conseguenza. In questo articolo ti spieghiamo come fare una stima realistica, quali strumenti utilizzare e come pianificare il tuo futuro previdenziale.

Il tasso di sostituzione: il termometro della tua pensione

Il concetto più importante per capire quanto prenderai di pensione è il tasso di sostituzione. Si tratta del rapporto percentuale tra il primo assegno pensionistico e l’ultimo stipendio percepito prima del pensionamento. Più è alto, più la pensione sarà vicina allo stipendio precedente .

Per un lavoratore che va in pensione oggi, il tasso di sostituzione medio dell’INPS si aggira tra il 60% e il 70% dell’ultimo stipendio. Questo significa che se guadagni 2.000 euro netti al mese, la pensione pubblica ti darà circa 1.200-1.400 euro al mese. Se guadagni 3.000 euro netti, la pensione potrebbe essere intorno a 1.800-2.100 euro .

Il dato preoccupante è la tendenza al calo. Secondo il Rapporto n. 26 della Ragioneria Generale dello Stato (2025), il tasso di sostituzione lordo per i dipendenti privati nell’ipotesi base (38 anni di contributi), attualmente stimato intorno al 72%, subirà una contrazione decisa nei prossimi decenni: si prevede che scenda al 61,8% entro il 2040 e addirittura al 58,4% entro il 2070 . Per chi accede al pensionamento anticipato, la flessione sarà ancora più rapida, con tassi che potrebbero scendere sotto il 59% già nel 2040 .

La formula per calcolare il tasso di sostituzione è semplice: (Prima pensione / Ultimo stipendio) × 100. Se la tua ultima retribuzione è di 1.500 euro e la prima pensione di 900 euro, il tasso sarà del 60% . È fondamentale distinguere tra tasso lordo e netto: il netto, che tiene conto dell’imposizione fiscale, è il riferimento più realistico per valutare il tuo futuro potere d’acquisto .

Come fare una stima personalizzata con gli strumenti INPS

Per avere una stima più precisa della tua futura pensione, l’INPS mette a disposizione due strumenti principali .

“La mia pensione futura” – il servizio completo
Questo è lo strumento più dettagliato, accessibile tramite SPID, CIE o CNS. Il servizio fornisce:

  • Un calcolo stimato dell’assegno pensionistico basato sui contributi già versati

  • La data stimata di pensionamento secondo la normativa attuale

  • Il tasso di sostituzione previsto

  • La possibilità di modificare gli scenari (data di pensionamento, andamento della retribuzione) 

Lo strumento si basa su tre elementi fondamentali: età, storia lavorativa e retribuzione/reddito .

“Pensami” – il simulatore semplificato
Se non hai un account SPID o vuoi fare una prova veloce, “Pensami” è un simulatore a cui si può accedere senza autenticazione. Basta inserire alcuni dati personali e contributivi per ottenere una stima dell’età pensionabile e per esplorare diversi scenari di carriera. È disponibile anche tramite app mobile .

Un consiglio pratico: prima di utilizzare questi strumenti, verifica che tutti i tuoi contributi siano stati correttamente registrati. Puoi farlo consultando il Cassetto previdenziale, dove eventuali periodi lavorativi mancanti possono essere segnalati per un aggiornamento .

Colmare il “gap previdenziale” con la previdenza complementare

Una volta stimato il tuo tasso di sostituzione, avrai chiaro il “gap previdenziale” – la differenza tra il tuo ultimo stipendio e la pensione pubblica. Con i tassi di sostituzione destinati a scendere sotto il 60% per molti lavoratori, la pensione pubblica da sola rischia di non essere sufficiente a mantenere il tenore di vita desiderato .

Ecco un esempio pratico. Se oggi guadagni 2.000 euro netti al mese e il tasso di sostituzione stimato è del 60%, la pensione pubblica sarà di 1.200 euro. Il “buco” da colmare è di 800 euro al mese. Per generare questa rendita integrativa, con un rendimento medio del 4% e un orizzonte di 25 anni, servirebbe un capitale di circa 240.000 euro.

La previdenza complementare è lo strumento più efficace per colmare questo divario . Come evidenziato dal Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato, l’adesione a un fondo pensione può innalzare il tasso di sostituzione lordo al 66,5% nel 2070 per i dipendenti privati, offrendo una risposta concreta alla contrazione della pensione pubblica .

Il principio è semplice: prima si inizia a versare in un fondo pensione, più alto sarà il tasso di sostituzione complessivo grazie all’effetto dei rendimenti accumulati nel tempo. Anche piccole somme versate regolarmente possono fare la differenza .

FAQ: Quanto prenderò di pensione

Come calcolare la pensione che prenderò?
Utilizza il servizio “La mia pensione futura” sul sito INPS, accessibile con SPID. Inserisci i tuoi dati per ottenere una stima personalizzata basata sulla normativa attuale e sui contributi versati .

Come si calcola il tasso di sostituzione?
La formula è: (Prima pensione / Ultimo stipendio) × 100. Per una valutazione realistica del potere d’acquisto, è meglio considerare il tasso netto, che tiene conto del prelievo fiscale .

Quanto prenderò di pensione con 40 anni di contributi?
Con 40 anni di contributi, il tasso di sostituzione si attesta intorno al 60-65%. Per uno stipendio netto di 1.800 euro, la pensione potrebbe essere di 1.100-1.200 euro. Il dato è in calo: le proiezioni indicano un tasso sotto il 60% entro il 2070 per molti lavoratori .

Cos’è il gap previdenziale?
È la differenza tra l’ultimo stipendio e la pensione pubblica. Ad esempio, se lo stipendio è di 2.000 euro e la pensione di 1.200, il gap è di 800 euro al mese. Questo divario deve essere colmato con la previdenza complementare .

Cosa fare se la pensione stimata è troppo bassa?
Inizia a versare in un fondo pensione il prima possibile. I versamenti sono deducibili fiscalmente e il capitale cresce con rendimenti agevolati. Anche piccole somme, se versate con regolarità, possono fare una differenza significativa nel lungo periodo .

Conclusione

Fare una stima della propria pensione non è mai stato così importante. I dati ufficiali mostrano che il tasso di sostituzione della pensione pubblica è destinato a scendere sotto il 60% per molti lavoratori, rendendo la previdenza complementare non più un’opzione ma una necessità.

Il primo passo è informarsi. Utilizza gli strumenti messi a disposizione dall’INPS per avere una stima personalizzata e calcolare il tuo “gap previdenziale”. Una volta che sai quanto ti manca, puoi pianificare i versamenti al fondo pensione per colmare quel divario. Il principio è semplice: prima inizi, minore sarà lo sforzo mensile e maggiore sarà il capitale accumulato per la tua pensione.

Inizia oggi a costruire il tuo futuro previdenziale. La serenità economica nella terza età si pianifica adesso.

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