Cosa sono i certificates? Presentano dei rischi?

certificates

Chi si accinge a investire in borsa si pone naturalmente molte domande relative ai termini e agli strumenti che incontra. Uno di questi è costituito dai cosiddetti “certificates“, parola inglese che si riferisce a quelli che in italiano sono chiamati “certificati di investimento“. Ma qual è la loro definizione? A cosa servono e dove possono essere scambiati? Quali sono i rischi relativi a questi strumenti di investimento? Ecco una breve panoramica per fare chiarezza sull’argomento.

Cosa sono i certificates

Come abbiamo accennato, i certificati di investimento (più comunemente detti semplicemente “certificates”) sono degli strumenti di investimento derivati di tipo cartolarizzato che possono rivelarsi molto diversi tra loro. Si caratterizzano per flessibilità e semplicità di uso, permettendo anche a chi è alle prime armi di poter mettere in campo strategie di investimento più o meno complesse.

La differenziazione all’interno di questi strumenti si basa sul profilo di rischio e al rendimento. In più, sono privi del diritto di ricevere i dividenti distribuiti dal sottostante, benché ne siano legati all’andamento. Sono generalmente emessi e garantiti da un Market Maker, che può essere per esempio una banca o una società. Questa,  tramite i certificates, può cedere beni, debiti e crediti di privati, attività e passività sotto forma di titoli obbligazionari.

I titoli obbligazionari sono poi collocati per far accedere il pubblico retail. Attraverso la vendita di certificati di investimento, la società (o la banca) che li emette può così acquistare opzioni accessorie. Questo fa dei certificates degli strumenti a gestione passiva, al contrario dei fondi comuni. Questo implica l’assenza di commissioni di gestione e, come detto, la dipendenza dall’andamento del sottostante e l’assenza del diritto ai dividendi distribuiti dall’attività finanziaria sottostante (quando si tratta di azioni o indici).

Il luogo in cui vengono negoziati è il SeDex (mercato dei Securitised Derivatives) della Borsa Italiana, ma ciò non toglie la possibilità di negoziarli anche su altri mercati regolamentati, come può essere per esempio il Cert-X di EuroTLX. È qui che i market maker garantiscono la loro liquidità.

Come funzionano

Esistono due distinti tipi di certificati, e in base alla tipologia ne deriva anche il funzionamento. Nello specifico, troviamo:

  • certificates ad effetto leva
  • certificates senza effetto leva

Nel caso dei certificati con effetto leva (in inglese Leverage Certificates) il sottoscrittore può beneficiare sia dei rialzi che dei ribassi del sottostante. L’esposizione che mettono a disposizione è quindi di tipo proporzionale. I certificati con effetto leva dividono in certificati di classe A e di classe B. Nel primo caso, i certificati replicano l’andamento del sottostante (benchmark) e sono più indicati per l’acquisizione di indici, future su materie prime e valute. I certificati di classe B, invece, sono impiegati nelle strategie di investimento più complesse, che hanno per esempio come obiettivo la protezione totale o parziale del capitale investito o il raggiungimento di obiettivi più alti rispetto a quelli forniti dal sottostante.

Si parla di certificati senza effetto leva quando la limitazione è legata all’esclusivo andamento del sottostante. Questi sono i più indicati per chi si sta affacciando adesso al mondo degli investimenti in borsa in quanto sono più semplici da gestire e limitano i rischi.

Quali sono i vantaggi dei certificates?

La decisione di investire o meno in certificati di investimento resta un fattore molto personale che dipende in primo luogo dagli obiettivi che si ha intenzione di raggiungere. Senza ombra di dubbio i certificates costituiscono una alternativa affidabile rispetto ad altri strumenti in quanto permettono investimenti differenziati e mirati anche a investitori privati e dalle ridotte possibilità. Attraverso di essi, infatti, si possono mettere in campo delle strategie volte a replicare l’andamento del sottostante limitando i rischi.

Quali sono i rischi?

Benché minori rispetto ad altri strumenti, comunque il trading tramite certificates presenta alcuni rischi. Come per situazioni analoghe, può comunque verificarsi il fallimento, il default o l’insolvenza da parte dell’istituto o della società emittente (il cosiddetto “rischio emittente”). In questi casi i certificates solitamente sono liquidato prima della naturale scadenza e tenendo conto del valore di mercato. Ciò significa che sono equiparati alle obbligazioni senior non garantite e non privilegiate dell’emittente. Un altro possibile rischio è quello legato alla protezione del capitale, se il certificato non dispone di una adeguata barriera.